Con un pensiero alle popolazioni dell'Emilia-Romagna duramente colpite, iniziamo a... "scendere in campo" per cercare di diffondere la giusta cultura di fronteggiamento dei fenomeni sismici.Facile a dirsi, ma come fare ? Innanzitutto è necessario che ognuno debba fare la cosiddetta "parte sua", ovvero agire secondo la propria competenza. Certamente ci aspettiamo che dopo questa ulteriore disgrazia (ricordo che dal 1997 in poi ci sono stati - purtroppo - significativi eventi in Italia che hanno portato distruzione e morte in un territorio di per sé fragile abitato da comunità altrettanto fragili in quanto esposte al rischio sismico spesso in carenza di azioni di prevenzione) ci sia un "moto culturale globale" che porti una definitiva risposta al problema prevenzione fino ad oggi non prioritario.
Belle parole direte voi, ma NOI come possiamo dare il nostro contributo ? Vediamo di elencare qualche possibile linea di indirizzo, promettendovi che, da oggi, aggiungerò un contenuto giornaliero a questo blog. Intanto per oggi focalizziamo il filone normativo:
1. Normativa
- Sarebbe utile riverificare non tanto la riclassificazione sismica del territorio nazionale, quanto piuttosto potenziare studi e ricerche sugli "effetti di sito", ovvero sulla vulnerabilità di particolari territori che - date determinate condizioni geologiche, geomorfologiche od idrogeologiche (compresa l'interazione per "somma" di questi termini) risultano maggiormente esposti al danneggiamento in caso di evento sismico.
- Dovremmo inoltre potenziare i canali finanziari orientati alla messa in sicurezza degli edifici cosiddetti "strategici": non è possibole sentire ancora parlare di terremoti che richiedono l'evacuazione di ospedali o causano totale inagibilità di palazzi sedi di Prefetture e simili: queste strutture in emergenza devono assicurare la continuità delle azioni di base utili per la comunità.
- Dovremmo tenere a mente l'integrità delle "life lines", ovvero creare progettazioni sicure (e le fonti normative e tecniche attualmente ci sarebbero) per tutte quelle linee di distribuzione strategiche (acquedotti, gasdotti, elettrodotti, etc...) che possano resistere al sisma e garantire la continuità dei servizi essenziali.
- Dovremmo iniziare a pretendere l'attivazione dei legislatori affinché si possa codificare una normativa che puntualizzi linee guida e "paletti" oggettivi per la gestione delle emergenze in caso di evento sismico - di pari significato del D.M. 13.03.1998 (Criteri generali di sicurezza antincendio per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro), non solo nei luoghi di lavoro ma anche con delle aperture alla quotidianità (pensiamo alla protezione dei soggetti disabili, alle criticità dei luoghi a sensibile affollamento, etc...)
- Dovremmo iniziare a ragionare sulle corrette modalità di "comunicazione della sicurezza": potrebbero a tale proposito essere redatte delle linee guida con specifiche tecniche di modalità efficaci di comunicazione che possano raggiungere in maniera mirata l'utente finale: lavoratori, fasce deboli, disabili, etc....
- Dovremmo iniziare a creare delle comunità di lavoro, ragionamento e condivisione di idee, utility, buone prassi che possano essere utili a TUTTI per affrontare le quotidianità e non arrivare impreparati all'emergenza: pensate, solo per fare un "banale" (...) esempio, l'utilità di poter condividere dei kit di emergenza da tenere vicino al letto e he possano esser adattabili a tutte le situazioni: kit di emergenza per famiglie con bambini, kit di emergenza per disabili con particolari ausili, kit di emergenza per cani-guida per non vedenti, kit di emergenza per medicalizzati, etc...
In altre parole è ora di cambiare radicalmente la nostra cultura, non possiamo apsettare i disastri per riparare (e, purtroppo,piangere...) sempre, dobbiamo iniziare ad essere bravi in prevenzione.
Questa (e solo questa, a mio avviso, è la strada giusta).
A DOMANI CON IL PROSSIMO CONTRIBUTO.
Grazie per l'attenzione ed un pensiero costante alla popolazioni colpite
sergio bovini
adler@geologi.it
Nessun commento:
Posta un commento